Almeno 32 persone risultano disperse in seguito alle frane provocate dal passaggio del tifone Megi , che si è abbattuto prima su Taiwan, quindi sulle coste meridionali e orientali della Cina.

Le forti piogge portate dal tifone hanno provocato lo smottamento di parte di una montagna nei pressi del villaggio di Sucun, nella provincia orientale cinese dello Zhejiang , dove almeno 20 abitazioni sono andate distrutte e all’appello mancano ancora 26 persone.  Secondo i media locali, le attività dei soccorritori hanno finora consentito di trarre in salvo 15 persone: “Circa 400mila metri cubi di detriti sono venuti giù dalla montagna, travolgendo tutto” ha riferito un funzionario della contea. Altri sei persone risultano ancora disperse nella vicina località di Baofeng, colpita da una seconda frana, mentre dalla provincia orientale di Fujian giunge notizia della prima vittima, che si somma ai 4 morti di Taiwan.

Dopo il passaggio di Malakas e Meranti, Megi è il terzo tifone che si abbatte su Taiwan e Cina nel giro di poche settimane, nonché il 17esimo tifone della stagione. L’agenzia Nuova Cina riferisce che oltre 120 mila persone sono state evacuate lungo la costa. Sono invece oltre due milioni le famiglie rimaste senza acqua o elettricità, mentre gli oltre 31mila pescherecci della provincia sono stati richiamati nei porti a causa dei venti che soffiano fino a 120 km/h, secondo le stime del National Meteorological Center.

Prima di arrivare in Cina, il tifone ha attraversato Taiwan, dove ha causato 4 morti e circa 600 feriti, tra cui sette giapponesi che erano a bordo di un autobus colpito da una raffica di vento. Sull’isola si contano inoltre 4 milioni di case rimaste senza elettricità, oltre 15mila evacuati, 224 voli cancellati e danni alle infrastrutture per diverse decine di milioni di dollari.

Dopo il passaggio sulla città di Quanzhou, il tifone Megi ha quindi perso potenza ed è stato declassato a  tempesta tropicale.