La premessa è che episodi di abbandono di neonati non avvengono soltanto in Cina ma quello accaduto a Pechino rasenta davvero lo sconcerto. Una bimba appena nata è stata abbandonata in una delle numerose toilette pubbliche della capitale cinese e stava per morire ma si è salvata miracolosamente grazie al tempestivo intervento della polizia che se l’è ritrovata a testa in giù in un water. È stato grazie al pianto della bimba, urlato e insistito, che alcune persone lì nei pressi hanno potuto udire e lanciare immediatamente l’allarme. Le foto del suo salvataggio hanno naturalmente fatto il giro del mondo sul web.

È stato il Beijing Times a riportare la notizia. Il quotidiano pechinese spiega che le forze dell’ordine erano state allertate da alcune segnalazioni di pianto della piccola. La bambina è stata poi trasportata in ospedale. Le sue condizioni di salute risultano stabili mentre la polizia è alla ricerca della madre.

Nel bagno pubblico, luogo dell’abbandono, sono state ritrovate tracce di sangue che fanno pensare come il parto possa essere avvenuto proprio al suo interno. In Cina si calcolano mensilmente migliaia di episodi simili. Molto spesso si tratta di cosiddetti “figli della colpa”, ovvero gravidanze condotte al di fuori del matrimonio. Gesti estremi dettati dal movente sociale della vergogna e da motivazioni ovviamente economiche.

Anche le misure demografiche varate dal governo cinese per contrastare la crescita esponenziale della popolazione come la politica del figlio unico, hanno modificato abitudini sociali nel Paese dando origine anche a tali estreme decisioni. Un caso analogo nel 2013 sollevò il dissenso dell’opinione pubblica: la vicenda del “baby numero 59″, un neonato salvato da una fogna e che è stato poi adottato.