Una registrazione audio potrebbe far luce sulla morte di Ciro Esposito, il tifoso napoletano ferito a Roma il 3 maggio del 2014, nel corso degli scontri avvenuti prima della finale di Coppa Italia, e deceduto il 25 giugno 2014, dopo una lenta agonia. Per la sua morte è indagato Daniele De Santis, un tifoso della Roma accusato di aver premuto il grilletto in quel tragico prepartita.

La testimonianza di Ciro Esposito sarebbe stata raccolta da un perito nominato dalla famiglia mentre il giovane si trovava in fin di vita in ospedale. L’audio è stato diffuso ieri dal Giornale Radio Rai. Nella registrazione si sente la voce di Ciro Esposito ricostruire la dinamica dell’aggressione e riconoscere l’uomo che gli ha sparato:

Mi hanno sparato. Stavo andando a vedere la partita, il biglietto lo avevo comprato dove abito io, a Napoli. Erano più di uno e avevano i caschi.

Rispondendo alle domande del perito, Esposito a un certo punto della ricostruzione inizia a parlare al singolare quando si riferisce al suo uccisore, tracciando l’identikit di De Santis:

È stato il chiattone. Era fuori di testa, ricorda il giovane. Stava in piedi e poi a terra e parlava con accento romano.

La testimonianza potrebbe aiutare la Procura di Roma a far luce sull’omicidio di Ciro Esposito. Al momento, oltre all’ultrà della Roma Daniele De Santis, meglio noto come Gastone negli ambienti della tifoseria romana, altre quattro persone sono indagate per concorso in omicidio. Si tratta di quattro tifosi che si trovavano vicino a De Santis, protetti da un casco integrale nero, mentre puntava la pistola contro il tifoso napoletano.

A indagare sul caso è il pm Eugenio Albamonte che negli ultimi giorni ha ordinato delle perizie informatiche sui cellulari e sui pc sequestrati ai quattro per chiarire la loro posizione nella vicenda.

L’avvocato di De Santis, Tommaso Politi, intanto sottolinea che il suo assistito fu a sua volta ferito, prima di aprire il fuoco contro Ciro Esposito:

Faremo chiarezza al processo, ha dichiarato il difensore, ma va messo in risalto come la Procura abbia riconosciuto che in quella fasi drammatiche il mio assistito è stato raggiunto da alcune coltellate come da noi detto fin dal primo momento al punto che oggi vengono contestate lesioni personali permanenti.