Un architetto belga pensa di aver risolto i problemi di sovraffollamento e la mancanza di cibo nelle città del futuro. Il trentaseienne Vincent Callebaut stupisce il mondo dell’architettura e i puristi della forma, con la sua creazione: ’Dragonfly‘. Si tratta essenzialmente di una gigantesca torre che ospita al suo interno fattorie, frutteti, appartamenti e punti di svago, distribuiti su ben 132 piani, che rappresenta praticamente una città nella città.

Non a caso il nome richiama il mitologico mostro nemico dei cavalieri valorosi. La sua forma e la colorazione verde che si possono carpire dal rendering di presentazione del belga, sono un chiaro richiamo alla leggendaria creatura, che è arricchita dal verde della sua natura eco-costruttiva.

Secondo l’architetto belga, la società di oggi necessita un intervento importante sui nostri stili di vita; da qui partono gli studi su nuove metodologie di vita per il futuro. Secondo Callbaut, al centro della nostra vita devono tornare protagonisti il verde, l’agricoltura e la natura. Secondo le sue teorie infatti, le città di domani saranno densamente popolate; un collegamento stretto tra costruito, abitato e verde, sarà l’unica soluzione per renderle vivibili e fruibili.

Le previsioni di crescita demografica ci consegnano un dato interessato. Ovvero per il 2050 si prevede che la popolazione urbana del mondo raddoppierà fino a 5,5 miliardi, con un richiesta di cibo su tutto il pianeta che aumenterà del 70% rispetto a quanto avviene oggi.

Interessanti molti aspetti di vita dell”edificio, che  utilizzerà l’acqua piovana catturata per servizi igienici, vento e luce solare per alimentare se stessa e quindi ogni abitazione e servizio presenti al suo interno.

Callebaut non si ferma qui, e ha già in cantiere altri progetti futuristici da proporre. Personalmente trovo interessante la sua iniziativa, e ricorda molto le avveniristiche creazioni di Claude-Nicolas Ledoux, della seconda metà del ’700.

(credit foto Vincent Callebaut Architechtures)