Dietro l’incendio che nella serata di ieri ha devastato il complesso di “Città della Scienza” di Napoli (foto by InfoPhoto), lo science center considerato uno dei gioielli culturali della città (350mila visitatori all’anno”, potrebbe esserci “una mano criminale”. Lo sostiene il sindaco Luigi De Magistris, che sul proprio profilo Twitter ha anche parlato di una “Napoli sotto attacco”.

Ancora più drastico il commento di Luigi Amodio, direttore della Fondazione Idis – Città della Scienza, che ha definito l’accaduto “un atto terroristico, che non ha voluto colpire noi, ma ciò che noi rappresentiamo per la città”.

I primi rilievi effettuati dai vigili del fuoco e dalle forze dell’ordine, in effetti, sembra abbiano portato alla luce alcune evidenze che potrebbero definitivamente dirottare l’obiettivo degli inquirenti sulla pista dolosa: l’incendio sarebbe partito da diversi punti, peraltro lato mare (e dunque al riparo da occhi indiscreti) e il quadro elettrico sarebbe risultato intatto (eventualità in contrasto con l’ipotesi di un corto circuito). Ora si attendono i risultati degli esami sui “tamponi” eseguiti in punti differenti per valutare la presenza di sostanze infiammabili.