Legambiente ha pubblicato un dossier sulle città italiane più inquinate, il dossier annuale sull’inquinamento atmosferico e acustico. Stando a quanto si legge, sarebbero almeno 48 le città del nostro Paese il cui livello di Pm10 sarebbe salito oltre ogni soglia di attenzione. Una situazione che non sembra essere però addebitabile soltanto alla quasi assenza delle piogge e del vento ma soprattutto alle cause che permettono a polveri sottili e biossido di azoto – fra gli altri – di essere un rischio sia per l’ambiente sia per la salute di tutti gli esseri viventi.

Le città messe peggio, stando alle rilevazioni di Legambiente, sarebbero Frosinone (maglia nera dei capoluoghi di provincia), Pavia, Vicenza, Milano, Torino, Asti, Cremona, Venezia, Lodi e Monza. Le città che sono state prese in considerazione sono state novanta e su queste ben quarantotto – ossia il 53 per cento – ha superato il limite dei trentacinque giorni di sforamento consentito in fatto di Pm10.

Questo per quanto riguarda le città italiane più inquinate. Per quanto riguarda invece le Regioni, al primo posto troviamo il Veneto, seguito da Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Campania. Dati poco confortanti anche per quanto riguarda la presenza di ozono, visto che ha superare i limiti consentiti sarebbe almeno un terzo dei capoluoghi di provincia che sono stati monitorati.

Interessante notare anche come i dati raccolti da Legambiente siano in linea con quelli degli ultimi sette anni di rilevazioni e come ad essere interessate siano sempre le medesime città. Si tratta di una situazione che richiederebbe un totale cambiamenti di abitudini e comportamenti e che non può essere certo addebitato soltanto al clima (anche se il clima, alla fine, è il risultato dei cambiamenti che l’uomo stesso contribuisce a provocare).