Tra i provvedimenti che il governo Renzi sta per varare dovrebbe esserci anche la cancellazione del reato di clandestinità. Entro il 17 gennaio dovrebbe infatti essere attuata la depenalizzazione di differenti reati, tra i quali anche quello e tale decisione è destinata a creare parecchi malumori all’interno della stessa maggioranza.

Il reato di clandestinità potrebbe quindi essere cancellato dopo sette anni dalla sua entrata in vigore. Resterebbe comunque vigente l’allontanamento dal nostro paese. A sostenere l’approvazione di questo decreto c’è in particolare Andrea Orlando, il ministro della Giustizia, mentre ad opporsi c’è il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, che non sembra intenzionato ad appoggiare in Parlamento il Partito Democratico su tale provvedimento.

L’attuale ministro dell’Interno Angelino Alfano era ministro della Giustizia nel 2009 ai tempi in cui il governo Berlusconi introduceva il reato di clandestinità e quindi ora, stando a quanto riporta La Repubblica, è il primo a frenare riguardo alla sua depenalizzazione.

Il reato di clandestinità attualmente in vigore in Italia prevede pene da uno fino a cinque anni di reclusione, o in alternativa un’ammenda tra i 5 e i 10 mila euro. Con il nuovo decreto, dovrebbe essere cancellata la multa, ma resterebbe l’allontanamento dall’Italia.

Secondo i rappresentanti del partito di Alfano non è certo il momento migliore per cancellare il reato di clandestinità, soprattutto non dopo le polemiche riguardanti i fatti avvenuti a Colonia, in Germania, la notte di Capodanno. Dall’Ncd avrebbero infatti dichiarato: “Non c’è un cessate allarme che potrebbe giustificare il ripiegamento. Non è politicamente opportuno retrocedere”.

A sostenere la cancellazione del reato di clandestinità vi è invece Franco Roberti. Il procuratore antimafia e antiterrorismo, intervistato da La Repubblica, ha dichiarato che tale reato è “un ostacolo alle indagini” e “i dati ci dicono che non ha avuto finora una funzione dissuasiva”.

Secondo Franco Roberti, con la depenalizzazione del reato di clandestinità “sarà più facile individuare e colpire i trafficanti di esseri umani” e inoltre “l’eventuale pena irrogata non viene quasi mai eseguita perché ovviamente il migrante non ha la possibilità di pagare. Sarebbe più utile, dopo aver trasformato l’immigrazione clandestina in un illecito amministrativo, conservare il rilievo penale solo per chi viola gli eventuali provvedimenti amministrativi di espulsione. Tenendo conto che spesso, in un secondo momento, ai migranti può essere riconosciuto lo status di rifugiato”.