Tra gli scrittori più amati, conosciuti ed apprezzati del Novecento, Italo Calvino si ritaglia certamente una posizione di tutto rispetto.

Tutti i suoi libri meriterebbero di esser letti, ma ecco una selezione delle opere davvero imperdibili:

Il sentiero dei nidi di ragno, Torino, Einaudi, 1947. Romanzo d’esordio di Italo Calvino, è ambientato in Liguria all’epoca della seconda guerra mondiale e della Resistenza partigiana.  “Dove fanno il nido i ragni? L’unico a saperlo è Pin, che ha dieci anni, è orfano di entrambi i genitori e conosce bene la radura nel bosco in cui si nascondono i piccoli insetti. È lo stesso posto in cui si rifugia lui, per stare lontano dalla guerra e dallo sbando in cui si ritrova il suo paese. Ma nessuno può davvero sfuggire a ciò che sta succedendo lì e nel resto d’Italia. Neppure Pin.”

Il barone rampante, Torino, Einaudi, 1957. Probabilmente il più noto tra i romanzi “per ragazzi” di Calvino e secondo capitolo della cosiddetta trilogia araldica (o dei Nostri Antenati), completata da “Il cavaliere inesistente” e “Il visconte dimezzato”. Ambientata nel paese immaginario di Ombrosa, questa è la storia di un giovane barone, Cosimo di Rondò, primogenito di una famiglia nobile “momentaneamente” decaduta che dopo un litigio con il padre decide di salire su un albero e di non scendere mai più. Il libro è la lunga cronaca della sua vita sospesa da terra: una vera pietra miliare della fantasia.

Il cavaliere inesistente, Torino, Einaudi, 1959. Terzo capitolo della “trilogia araldica”, questa è la storia di Agilulfo, un prode cavaliere che ha una particolarità: non esiste. O meglio, di lui si percepisce solo la scintillante armatura, ma per il resto lui non è fatto di carne e ossa come tutti gli altri cavalieri. A tenere in vita Agilulfo è solo una cosa: la forza di volontà.

Il visconte dimezzato, Torino, Einaudi, 1952. Prima parte della trilogia “I nostri antenati”, narra le vicende di Medardo di Terralba che, insieme al suo scudiero Curzio, si dirige al campo dei crociati. In battaglia, però, Medardo viene colpito da una poderosa cannonata, che lo divide letteralmente in due parti: una buona e una cattiva. Tutta la storia si dipana allora su questa doppia personalità, che si rivela molto più complicata del previsto.

Marcovaldo, ovvero Le stagioni in città, Torino, Einaudi, 1963. Si tratta di una raccolta di venti novelle incentrate sul personaggio di Marcovaldo, un manovale con quattro figli che si è spostato dalla campagna in città per trovare lavoro, ma spesso soffre di questo spostamento forzato.

Le cosmicomiche, Torino, Einaudi, 1965. Di nuovo una raccolta, dove i grandi miti della fantascienza (astronavi, macchine futuribili, viaggi interstellari, ecc.) sono rivisitati e trasformati da una fantasia ironica e intelligente. Una originalissima raccolta di divertenti racconti.

Le città invisibili, Torino, Einaudi, 1972. Tra i più bei romanzi della produzione di Calvino. Il punto di partenza di ogni capitolo è il dialogo tra Marco Polo e l’imperatore dei Tartari Kublai Khan, che interroga l’esploratore sulle città del suo immenso impero. Unica peculiarità è che le città esistono solo nella mente del narratore. Ciononostante, o forse proprio per questa ragione, questi luoghi assumono connotazioni fantastiche ed esprimono, ciascuna a suo modo, sfumature differenti e significative.

Se una notte d’inverno un viaggiatore, Torino, Einaudi, 1979. Uno dei libri più famosi ed apprezzati di Calvino. E’ stato definito un iper-romanzo, un luogo “d’infiniti universi contemporanei in cui tutte le possibilità vengono realizzate in tutte le combinazioni possibili”. In esso Calvino narra la storia di un Lettore che, nel tentativo di leggere un romanzo (intitolato appunto Se una notte d’inverno un viaggiatore), è per ragioni sempre differenti costretto a interrompere la lettura del libro che sta leggendo e intraprendere la lettura di un altro. Un romanzo sul piacere di leggere romanzi.