Si è conclusa con il suicidio la vicenda criminale di Steve Stephens, il 37enne americano che nel giorno di Pasqua aveva terrorizzato Cleveland pubblicando in diretta su Facebook il video dell’omicidio di un anziano scelto in modo del tutto casuale.

L’uomo infatti si è dato la morte a Erie, in Pennsylvania, dopo una fuga lungo 5 Stati durata ben tre giorni: fino a questo momento erano stati inutili i posti di blocco installati dalla polizia, così come la ricompensa di 50mila dollari per chiunque potesse fornire informazioni.

Stephens si è sparato dopo un breve inseguimento con le forze dell’ordine, come ha reso noto la stessa polizia con un tweet.

Nella sua diretta su Facebook il criminale aveva accusato l’ex fidanzata di essere la responsabile dei delitti che avrebbe compiuto a breve. In un secondo video l’uomo raccontava di aver compiuto anche altri omicidi (sarebbero tredici), un’affermazione sulla quale le forze dell’ordine stanno investigando.

Il commissario di polizia di Cleveland ha affermato in sede di conferenza stampa che non sono state scoperte altre vittime, dicendosi quindi fiducioso del fatto che non ve ne siano, per quanto le ricerche non siano state arrestate.

La vicenda aveva fatto esplodere nuovamente la polemica contro la dirigenza di Facebook – Mark Zuckerberg in primis – in merito alla scarsa tempestività nella rimozione del video dell’omicidio, rimasto online per varie ore prima che fossero accolte le tante segnalazioni di oscenità che avevano raggiunto l’assistenza tecnica.