Il termine cliché (participio passato del verbo ‘clicher’ = ‘stereotipare’) è un francesismo entrato nella lingua italiana nel XIX secolo come denominazione della placca metallica in rilievo a partire dalla quale è possibile stampare un gran numero di esemplari di una composizione tipografica. Nello specifico, si tratta di una voce onomatopeica che rappresentava in origine il rumore della matrice che cade sul metallo in fusione, ancora oggi utilizzata in gergo tecnico per definire lastre stereotipiche e matrici di carta incerata per ciclostile, nonchè le stesse illustrazioni inserite nel testo.

Per estensione, in un secondo tempo il termine ha invece assunto un significato figurato andando ad identificare una ‘espressione priva di originalità’, ripetuta frequentemente e quindi divenuta scontata, banale e quasi fastidiosa. Si può di conseguenza definire cliché uno schema di un ragionamento, una situazione, o un comportamento, che si ripete abitualmente (comportamento stereotipato), come anche una frase fatta, un luogo comune, o un’espressione fissa utilizzata ad esempio nei componimenti poetici. Per quanto riguarda la letteratura, l’eroe che salva la donzella è un tipico esempio di cliché narrativo. Analogamente, possiamo definire cliché taluni sintagmi costituiti da elementi fissi, come ad esempio le locuzioni “ai piedi della montagna”; “il letto del fiume”; “buono come il pane”; “felice come una Pasqua”; “ridere come un matto”; “lacrime di coccodrillo”; “fame da lupo”; “correre a perdifiato”; ecc. Si tratta, in questo caso, di strutture fisse, nate da figure retoriche quali metafore, analogie o comparazioni, ma ormai indebolite dall’iterazione e quindi divenute banali, prive di originalità, stereotipate e scontate.

Il termine cliché è spesso utilizzato in frasi quali:Non ha un pensiero originale; ripete sempre i soliti cliché”; “Scrivere senza cliché”; “Recitare senza ricadere nei soliti cliché”; ecc. Costituiscono invece esempi di cliché le frasi: “Non ci sono più le mezze stagioni”; “Si stava meglio quando si stava peggio” e così via.