A dare la notizia è la Nasa, per cui ci si può fidare della fondatezza dei dati sui cambiamenti del clima: il mese di aprile 2016 è stato infatti il più caldo dal 1880, ovvero l’anno in cui è iniziata la registrazione scientifica delle temperature sul pianeta Terra.

E allora anche le previsioni per l’estate non lascia presagire nulla di buono. Con tutta probabilità, stando all’andamento crescente delle cifre a disposizione, si tratterà dell’anno più caldo di sempre, che non a caso dovrebbe strappare il record al 2015.

Ma tornando ad aprile bisogna ricordare, a sostegno della particolare condizione climatica del 2015, che si è trattato del settimo mese consecutivo in cui è stata rilevata una temperatura della superficie terrestre al di sopra delle media di almeno un grado (nello specifico di 1,11). Il picco invece è stato rilevato a febbraio, con 1,33 in più della media, seguito a ruoto da marzo con 1,29.

A quanto pare solo in parte questi dati possono essere attribuiti al fenomeno del Nino che ha provocato il riscaldamento delle acque del Pacifico:non si tratterebbe dell’incidenza più forte registrata.

Ma a contribuire sarebbe sopratutto l’opera dell’uomo, e non a caso ultimamente la definizione di antropocene per indicare la nostra epoca è sempre più in voga: principale responsabile è allora l’utilizzo di combustibili fossili e la quantità eccessiva di CO2 nell’atmosfera, quindi il riscaldamento globale scatenato dall’effetto serra.

In questo senso gli scienziati che condividono questa tesi parlano con sempre più insistenza di un’emergenza legata al clima. A dare voce a queste preoccupazioni è Andy Pitman, direttore dell’Arc Centre of Excellence for Climate System Science dell’Università australiana del New South Wales: “I climatologi ci stanno avvertendo almeno dagli anni Ottanta. Ed è tutto ormai palese dal 2000 in poi. Quindi perché sorprendersi solo adesso?“.

Si ricorderà degli obiettivi fissati all’ultimo meeting sul tema, il Cop21 di Parigi. Secondo Pitman si tratta di misure alquanto irrealistiche e in ogni caso insufficienti: “Non so neppure se sia possibile raggiungere 1.5 gradi bloccando oggi stesso tutte le emissioni. C’è una forte inerzia nel sistema”.