La notizia non giunge certo come un fulmine a ciel sereno, ma i dati raccolti dalla Nasa e della Noaa – la National Oceanic and Atmospheric Administration – riguardanti il clima hanno confermato che il 2016 è stato l’anno più caldo da quando si è dato il via alla registrazione delle temperature, nel 1880.

Al record tutt’altro che positivo si aggiunge il trend che vede il 2016 come il terzo anno di fila di crescita della temperatura media globale della superficie terrestre, di circa 0,99 gradi Celsius.

La Nasa ha cercato di prevenire le obiezioni degli scettici sul riscaldamento globale affermando che anche tenendo in conto le variazioni dovute ai cambiamenti effettuati nelle stazioni meteo, la certezza riguardo al triste primato gravita in ogni caso intorno al 95%.

Gavin Schmitt del Goddard Institute for Space Studies ha ribadito come il trend appaia ormai stabilito senza alcun dubbio: “Non ci attendiamo che ogni anno batta il record dell’anno precedente, ma la tendenza a lungo termine del riscaldamento terrestre in corso è del tutto evidente”.

La Nasa afferma che in questo modo si è stabilito che a provocare l’innalzamento della temperatura media di 1,1 gradi Celsius rispetto alla media riscontrata a partire dalla fine del 19° secolo, non può che essere stata l’azione umana, nella forma dell’aumento di anidride carbonica e gas serra.

Di poco conto anche l’influenza di fenomeni come El Niño e la Niña, il riscaldamento e raffreddamento delle acque del Pacifico, che è stata calcolata non superiore a circa 0,12 gradi Celsius, quindi quasi un decimo rispetto al totale stabilito.