Svolta nell’omicidio del clochard 45enne che è stato bruciato vivo mentre dormiva nel porticato della missione San Francesco in piazza Cappuccini a Palermo. L’aggressore, accusato di omicidio volontario, è un benzinaio di 45 anni che avrebbe agito per gelosia: sospettava che sua moglie avesse una relazione con la vittima. Il clochard, infatti, da poco tempo si era separato con la moglie e aveva abbandonato la sua casa in cui abitava con le figlie che, fino a pochi giorni fa, gli avevano chiesto di tornare, di non dormire più in strada.

Clochard bruciato vivo, confessa l’aggressore

“Pensava che Cimino gli insediasse la moglie. Tra i due c’era stata una lite qualche giorno prima nella piazza vicina alla Missione San Francesco dei Cappuccini dove è avvenuto il delitto” ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Palermo. L’aggressore è stato trovato in strada con alcune bruciature sulla mano: in un primo momento ha sostenuto di essersi bruciato con una macchinetta del caffè. Poi è arrivata la confessione.

Clochard ucciso, aggressore aveva bruciature sulla mano

A documentare quei tragici momenti sono le telecamere di videosorveglianza che mostrano il benzinaio avvicinarsi all’uomo, buttargli un liquido infiammabile e poi dargli fuoco. Una fine atroce per Marcello, un uomo sposato e con due figlie.