L’assassino del clochard di Palermo ha confessato. Gli ha buttato della benzina addosso e poi gli ha dato fuoco perché credeva che tra la vittima e sua moglie ci fosse una relazione. Marcello, questo il nome del clochard trovato morto carbonizzato, da poco tempo si era separato dalla moglie, aveva lasciato la sua casa in cui abitava con due figlie minorenni e si era trasferito in strada dove trascorreva le sue giornate. “Fino a ieri dicevo sempre che se i gatti hanno sette vite, mio padre doveva averne 14 perché tante ne aveva passate e tanto aveva sofferto in vita sua”, queste le parole della figlia più grande di Marcello al Corriere.it. 

Clochard aveva una moglie e due figlie

“Già una volta era finito bruciato nel 2003, dentro la sua macchina portava una tanica di benzina, l’aveva presa per rifornire l’apecar rimasto a secco ma stava fumando e, quando ha buttato la cicca dal finestrino, quella è rientrata finendoci sopra. Si è salvato per miracolo, è stato per mesi ricoverato al centro ustioni dell’ospedale civico col 50% del corpo danneggiato. Ma stavolta è diverso, lo ha ucciso un mostro che spero faccia la stessa fine ha detto la figlia al Corriere.it. Come racconta la moglie, l’uomo da qualche tempo avrebbe cominciato a drogarsi: “Ho fatto di tutto per aiutarlo a smettere, poi mi sono arresa e l’ho lasciato”.

Clochard bruciato vivo per gelosia

Marcello era un fontaniere, un idraulico ma anche un meccanico: amava la vita, il calcio, ballare e pescare. Ora faceva l’ambulante e andava a vendere al mercatino di Ballarò. “Noi figlie abbiamo continuato a vederlo fino all’ultimo, giovedì scorso abbiamo preso insieme un caffè. Ma non ci ha mai detto che dormiva per strada, diceva sempre che era ospite da amici [...] Tante volte abbiamo provato a farlo tornare ma non voleva più”. “Se n’andato un pezzo della mia vita e alle mie figlie il padre non lo restituirà più nessuno. Io gli volevo bene” ha concluso la moglie di Marcello.