La salute del nostro ambiente in questi ultimi anni sta diventando sempre di più oggetto di preoccupazione per i ricercatori.

Sul fronte del Mar Mediterraneo e del Mar Nero si sta muovendo il progetto CoCoNet che vede la partecipazione di 100 ricercatori provenienti da 39 istituti di ricerca differenti in 22 Stati, come Egitto, Russia, Georgia, Tunisia o Turchia.

Il progetto ha due obiettivi che viaggiano in parallelo, da un lato, si desidera dar vita a reti di tutela marine in entrambi i mari, e, dall’altro, si punta all’installazione di parchi eolici off-shore.

Al progetto, finanziato con 11 milioni dalla Commissione Europea, partecipa l’Università di Salerno, il Cnr, coordinato da Ferdinando Boero, il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (Conisma) e il Cnr-Ismar, l’Istituto di Scienze Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

“Il tentativo – ha dichiarato Ferdinando Boero – è capire se si può stendere questa rete di protezione su Mediterraneo e Mar Nero, creando reti di aree marine transnazionali: al suo interno devono esserci l’ecologia, l’economia, e la giurisprudenza affinché ci siano delle regole condivise tra gli Stati”.

Tutto ciò al fine di capire “se nel Mediterraneo e nel Mar Nero si possono costruire piattaforme eoliche off-shore e che tipo di impatto possano avere”.