La possibilità di dare al figlio nato in costanza di matrimonio anche il cognome della madre è una battaglia legale che in Italia sembra essere ormai giunta ad una svolta epocale. Dal punto di vista legislativo c’è da dire però, che come spesso accade, la legge che avrebbe dovuto regolare tale materia è ancora ferma al Senato. E allora ci ha pensato la Corte Costituzionale a dettare almeno un punto fermo: i giudici della Consulta hanno infatti dichiarato incostituzionale l’automatica attribuzione al figlio nato in costanza di matrimonio del cognome paterno quando entrambi i coniugi sono d’accordo nel voler compiere una scelta diversa (ossia attribuire al figlio anche il cognome della madre, in aggiunta a quello del padre).

E mentre la politica non accelera le tempistiche, la Corte Costituzionale porta avanti, in parte, ciò che da tempo ci viene richiesto persino dalla Corte di Strasburgo: ossia riconoscere un diritto – quello di poter assegnare anche il cognome della madre – per cui l’Italia, carente da questo punto di vista, è già stata condannata dall’Europa.

Il caso che è stato portato all’attenzione dei giudici e che poi è giunto fino alla Consulta, ha riguardato una coppia di italo-brasiliani che ha avuto un bambino in Italia, con doppia cittadinanza, e a cui in Brasile era già stato assegnato il doppio cognome. La coppia che si era rivolta ai giudici voleva che il doppio cognome venisse riconosciuto anche in Italia e quando questo non è avvenuto, il ricorso alla giustizia è stato inevitabile.

Secondo i giudici della Corte Costituzionale l’attribuzione automatica del cognome del padre al bambino nato in costanza di matrimonio non è prevista da norma specifica ma è desumibile da una serie di norme del codice civile. Sempre secondo i giudici, tali norme violerebbero gli articoli della Costituzione italiana relativi all’identità personale (articolo 2), all’uguaglianza e alla pari dignità sociale dei genitori nei confronti dei figli (articolo 3), alla parità giuridica e morale dei coniugi (articolo 29) e al rispetto degli obblighi di natura internazionale (articolo 117).