Dopo oltre tre anni di difficili negoziati, con una cerimonia all’Avana, il presidente colombiano Juan Manuel Santos e il comandante delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) Rodrigo Londono, hanno siglato lo stico accordo sul cessate il fuoco bilaterale e definitivo e il disarmo dei ribelli, ponendo fine al conflitto che si trascina da ormai 52 anni.

Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, il presidente cubano Raúl Castro, il ministro degli esteri norvegese Børge Brende, il presidente venezuelano Nicolás Maduro e la presidente cilena Michelle Bachelet.

Nello specifico, l’accordo (che tuttavia non fissa una data precisa per l’entrata in vigore), stabilisce le modalità per “l’abbandono delle armi, le garanzie di sicurezza per i ribelli e la lotta contro le organizzazioni criminali“.  180 i giorni ti tempo che avranno gli oltre settemila guerriglieri per deporre le armi. 22 le zone di transizione che saranno a loro destinate. Incaricate del recupero e la distruzione delle armi delle  Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia sono invece le Nazioni Unite, mentre osservatori militari provenienti dall’Uruguay monitoreranno il cessate il fuoco.

I difficili colloqui di pace avviati nel novembre del 2012 hanno inoltre portato all’accordo su temi quali la rimozione delle mine, la riforma agraria e la fine del traffico illegale di droga.

I colombiani di tutto il Paese potranno vivere senza la paura di cadere vittima del confronto con la guerriglia. Questo è un passo fondamentale, questo è un passo storico” ha dichiarato soddisfatto il presidente colombiano Juan Manuel Santos.

Possa questo essere l’ultimo giorno di guerra. Siamo vicini ad un accordo di pace finale” gli fa eco, con voce rotta, il capo delle Farc, Rodrigo Londono.

Il bilancio di questi 52 anni di conflitto è infatti pesantissimo: oltre 220mila le vittime, 45mila i dispersi e 6,9 milioni gli sfollati. La Casa Bianca si congratula con la Colombia per l’accordo destinato a mettere finalmente fine alla guerra civile.