Le violenze successe a Colonia nella notte di Capodanno stano mettendo in discussione il governo della cancelliera Merkel e rischiano di far discutere ancora di più adesso. È stato infatti reso pubblico dal sito del quotidiano tedesco Bild il resoconto effettuato dalla polizia di quanto successo.

Le varie violenze fisiche, le molestie sessuali e i furti subiti principalmente dalle donne nella drammatica notte di Capodanno a Colonia sono diventate pubbliche. Bild ha postato online il cosiddetto “protocollo della vergogna” redatto dalle forze dell’ordine della città tedesca in cui sono riportati, minuto per minuto, i terribili fatti successi.

Ecco una delle numerose scene shockanti descritte nel report della polizia di Colonia “Ore 0:00: vittima infastidita da un gruppo di persone. Lei e la madre sono state palpeggiate, una persona ha cercato di baciarle mentre un complice rubava il portafoglio dalla borsa. Rubato il portafoglio con diverse carte di credito”. Oppure: “Ore 0:50, piazza del Duomo: più donne vittime. A tutte hanno cercato di infilare dita nella vagina, non riusciti grazie a collant. A tutte sono stati palpati seni e sedere. Una vittima è stata penetrata con un dito. Alle donne sono stati rubati soldi, documenti, iPhone e carte di credito”.

Quindi si legge inoltre: “Ore 01:30, Breslauer Platz: infilata mano nel pantalone, palpeggiato il sedere. Messa mano nella borsa, rubato il telefonino e toccata dappertutto. Telefonino via”.

Il “protocollo della vergogna” del Capodanno di Colonia prosegue. Ecco un altro stralcio: “Ore 03:40, piazza del duomo: gruppo di 20 uomini nordafricani ha infilato mani nel pantalone davanti. In seguito rubato portafoglio. Furto: contanti e portafoglio” e quindi “Ore 4:15, piazza della stazione: l’accusato ha palpeggiato più volte tra le gambe (il colpevole è stato arrestato)”.

Le vittime del Capodanno degli orrori di Colonia sono soprattutto donne, ma c’è stato anche qualche uomo che le accompagnava: “Ore 0:30 vittima maschile e femminile: gruppo di 20 uomini nordafricani bloccavano le vittime e infilavano mani nei pantaloni. Alla fine rubavano il portafoglio”.