Il suo nome è Mohammed Emwazi ed è un londinese di origine kuwaitiana, ma tutti lo conoscono come Jihadi John, il boia dell’Isis. L’uomo completamente vestito di nero, con una pistola in una fondina di cuoio marrone ed un coltello nella mano sinistra che ha tagliato la testa a tutti gli ostaggi stranieri: dall’americano James Foley, la sua prima vittima, il 19 agosto del 2014, a Steven Sotloff, ai britannici David Haines e Alan Henning, all’americano Peter Kassig ed infine ai giapponesi Haruna Yukawa e Kenji Goto. Il boia era in fuga da mesi e si pensava avesse lasciato la Siria.

A quanto sembra non era così, perché secondo fonti dell’amministrazione Usa l’auto su cui viaggiava Jihadi John sarebbe stata colpita da un drone. Non ci sono ancora conferme ufficiali, perché come spiega Barbara Starr, corrispondente della Cnn dal Pentagono, “non ci sono né truppe né personale di intelligence sul terreno a Raqqa dove è stato effettuato il raid“. Per avere la certezza dell’uccisione del boia dell’Isis si cercheranno conferme “sui social media” e verranno monitorate “le comunicazioni di Isis in giro per il mondo per vedere cosa dicono e trovare conferme“.

Jihadi John era comparso in video l’ultima volta il 23 agosto scorso. Era apparso per la prima volta a volto scoperto per minacciare: “Io sono Mohamed Emwazi. Tornerò presto in Gran Bretagna con il Califfo ” e “continuerò a tagliare teste e ad uccidere i kafir” – ovvero i miscredenti.