Le autorità statunitensi hanno registrato l’ennesima morte causata dall’alto tasso di detenzione di armi da fuoco tra la popolazione civile. Un colpo di fucile partito per sbaglio è costato la vita a un bimbo di soli 7 mesi che si trovava con la madre in un appartamento di Rome, popolosa cittadina nello stato di New York.

Il colpo accidentale che ha ucciso il neonato è partito da un fucile. Sotto accusa è finito un diciottenne che stava pulendo e maneggiando l’arma a pochi passi dal bambino, incurante dei rischi di un’operazione così delicata. L’uomo, di nome Henry Bartle, è stato arrestato dalle autorità locali domenica mattina. L’imputato dovrà rispondere di omicidio e negligenza nell’uso dell’arma. Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli inquirenti Bartle era seduto sul divano. In casa al momento del tragico incidente si trovavano il bambino di 7 mesi, la madre, Bartle e un altro uomo. La madre del bimbo rimasto ucciso è la fidanzata di Bartle.

Il diciottenne ha fatto partire un colpo accidentalmente dopo essersi alzato dal divano per riporre l’arma carica, puntata in direzione del bambino che si trovava in soggiorno. Evidentemente l’uomo aveva tralasciato di inserire la sicura nel fucile da caccia calibro 12. Il bambino è stato colpito al torace riportando una ferita fatale. Per lui purtroppo non c’è stato nulla da fare. Bartle in questo momento si trova in carcere. Non è chiaro se l’uomo abbia già un avvocato.

L’episodio ha suscitato l’indignazione dei media e dell’opinione pubblica. Secondo il Washington Post negli USA nel 2015 ogni settimana almeno un bambino è rimasto coinvolto in incidenti con le armi, ferendosi o sparando ad altre persone. I genitori non rispettano le norme di sicurezza sulla detenzione delle armi, lasciandole cariche e alla portata dei minori o peggio permettendo ai bambini di giocarci. Secondo gli analisti negli USA è più probabile rimanere uccisi da un colpo accidentale partito da un’arma da fuoco che morire colpiti da un fulmine.