E’ l’ennesimo caso di una donna che, anziché affidarsi alle cure dei medici e alle terapie ufficiali, ha deciso di combattere il tumore con frullati di frutta fresca, integratori e clisteri di caffè. Una cura che, però, non ha funzionato e che ha portato alla morte di un’insegnante di una scuola elementare, di 49 anni, originaria di Cagliari, con un tumore alle ghiandole linfatiche. La donna, in realtà, si era già sottoposta ad un primo ciclo di chemioterapia ma, non avendo ottenuto grandi risultati, aveva deciso di tentare un’altra strada, quella delle cure naturali di Max Gerson, noto medico tedesco morto nel 1959.

Aveva un tumore alle ghiandole linfatiche

“Si è rivolta a noi troppo tardi, forse saremmo riusciti a salvarla” è il commento dei medici dell’Ospedale oncologico di Cagliari. La donna – come già detto – si era sottoposta a biopsie e terapie tradizionali ma poi aveva scelto di affidarsi alle cure alternative. Inizialmente sembrava essersi ripresa, per poi peggiorare dopo qualche mese: il tumore, infatti, ha aggredito persino bronchi e polmoni.

Il metodo del dott. Max Gerson esclude categoricamente l’ausilio della chemioterapia per combattere i tumori: infatti, stando al suo protocollo, sarebbe più efficace una cura alternativa – a base di frullati – per disintossicare l’organismo del malato. La terapia, dunque, non sarebbe tossica anche se, alla luce di questi risultati, potrebbe non essere efficace al punto che la medicina ufficiale non l’ha mai riconosciuta.