Ad ottobre 2011, dopo 94 anni dalla sua scomparsa, è stato trovato il relitto del Transylvania che, affondato il 4 maggio del 1917, aveva portato con sè 407 marinai.

Il piroscafo era di origine inglese trasportava tremila soldati inglesi che avevano combattuto sul fronte egiziano ed era scortato dai giapponesi che, al momento dell’incidente, intervennero per salvare i superstiti, insieme ai pescatori di Noli, anch’essi corsi in aiuto. Responsabili della tragedia sono i tedeschi, che colpirono l’imbarcazione con un siluro.

Ecco perché il 10 febbraio, a Finale Ligure, si riuniranno le autorità inglesi e giapponesi per commemorare le loro vittime.

Il ritrovamento è stato possibile grazie ad un importante gioco di squadra che ha unito le testimonianze tramandate dei pescatori di Noli (Savona) che assistettero e accorsero per dare una mano e le tecnologie sviluppate dall’ingegnere Guido Gay e installate sul suo catamarano a vela “Daedalus”.

Questo ritrovamento è stato possibile anche grazie ai sommozzatori del Centro Subacqueo della Legione Carabinieri Liguria che a 630 metri di profondità, vicino all’isola di Bergeggi, ha ritrovato il Transylvania, come sottolineato dall’assessore al Turismo, Angelo Berlangeri “Dopo 94 anni, grazie anche alla tecnologia italiana, l’impresa è riuscita”.