Sembra essere sempre più probabile l’esito della prescrizione per Silvio Berlusconi, a processo per la questione conosciuta come la compravendita dei senatori che fece cadere il governo Prodi a gennaio del 2008.

Condannato in primo grado a tre anni per il reato di corruzione, per l’ex premier il sostituto procuratore generale di Napoli Simone Di Monte ha chiesto la prescrizione (anche per il coimputato Valter Lavitola),nonostante la responsabilità sia a tutti gli effetti accertata.

Nella sentenza depositata quasi un anno fa si leggeva che “non vi è dubbio che i tre milioni di euro versati all’ex senatore Sergio De Gregorio, eletto nell’Italia dei Valori, per indurlo tra il 2007 e il 2008 a trasmigrare nelle fila del centrodestra, provenissero da Silvio Berlusconi”.

A De Gregorio, che aveva patteggiato e che è già condannato per altri reati, si legge sempre nella motivazione della sentenza, si contesta di “aver abdicato in cambio di denaro alla libera e incoercibile facoltà di scegliere se fare eventualmente anche tutto ciò”, riferendosi al cambio di schieramento politico,” laddove egli lo avesse ritenuto meglio rispondente agli interessi della Nazione, o di non farlo nei casi in cui non ne ricorressero le condizioni”.

La richiesta di prescrizione è avvenuta dopo una requisitoria di oltre tre ore, che ha esaminato i fatti contestati, avvenuti tra il 2006 e il 2008. Il processo che si tiene presso la seconda sezione della Corte di appello di Napoli riprenderà il 18 ottobre.

Proprio quest’oggi il Senato sta esaminando il ddl sulla riforma penale, in cui è prevista che la prescrizione venga fermata dopo la sentenza di primo grado.