Il giorno dopo le elezioni comunali che si sono svolte anche nella città di Roma, l’ex sindaco Ignazio Marino si scaglia contro il Partito democratico. Marino lo ha fatto pubblicando un post sul proprio sito, in cui critica aspramente il modo in cui il suo partito si è comportato a Roma, incapace di rinnovare e colpevole soltanto di aver rotto il rapporto con la Capitale.

Come ormai noto, al primo turno delle comunali a Roma ha trionfato la candidata del Movimento Cinque Stelle Virginia Raggi, che ha superato il 35 per cento delle preferenze e che il prossimo 19 giugno, per il ballottaggio, dovrà vedersela contro Roberto Giachetti del Pd, distanziato di diversi punti.

Sul suo sito Ignazio Marino scrive: “Dati alla mano, il calo del consenso verso il Partito Democratico romano è drammatico e sarebbe un grave errore sottovalutarlo o fingere di ignorarne le cause. La sofferta conquista del ballottaggio da parte di Roberto Giachetti, favorita in modo determinante e forse voluto da Forza Italia, rende onore agli sforzi di un candidato che paga la sua eccessiva vicinanza a Renzi, ma che ha lavorato duramente sul territorio. Ma il volto di Roberto Giachetti, non può da solo coprire la gestione fallimentare di un partito che dopo gli arresti di Mafia Capitale ha perso l’occasione di rinnovarsi e che si è anzi chiuso in un disperato tentativo di auto-conservare il proprio potere, in ossequio non ai cittadini-elettori, ma solo al verbo renziano“.

Ignazio Marino ne ha anche per Matteo Orfini, commissario del Partito democratico di Roma dal 2014: “Da quando fu commissariato, nel 2014, e interamente affidato per ordine di Matteo Renzi a Matteo Orfini, il Partito Democratico romano ha mancato i risultati sperati e necessari. Non si sono visti né l’auspicato ricambio di classe dirigente, né la necessaria pulizia. I poteri assoluti a Orfini sono diventati uno strumento per soffocare qualsiasi dibattito interno e sono stati utilizzati per eliminare con una manovra, antidemocratica nei fatti, il sindaco eletto da 670.000 romani appena due anni prima“.

Secondo Ignazio Marino, tutto questo avrebbe infine influito sul risultato del Partito Democratico a Roma per le ultime elezioni comunali: un drastico calo di elettori, che è sempre più evidente col passare del tempo.