Comunali col morto. Sembra il titolo di una commedia americana e invece i registi sono i verdiniani che sostengono la candidata democratica Valeria Valente alle Comunali di Napoli. Gli esponenti di ALA sono finiti nella bufera per un manifesto elettorale in cui compare Giovanni Di Vincenzo, un consigliere del municipio di Secondigliano già denunciato nel 2010 per voto di scambio.

Ma non è stato questo a scandalizzare le coscienze dell’elettorato, quanto il fatto che l’ex Pdl è morto qualche settimana fa dopo essere stato colpito da un ictus. Il testimone è passato al suo braccio destro Giuseppe Riganato. Il candidato, noto come Peppe, ha pensato bene di non perdere i voti del suo mentore, piazzando la faccia del defunto alle sue spalle nella locandina elettorale per le Comunali.

Il risultato è un manifesto elettorale inquietante che non può neanche essere definito singolare. A tingere di tinte ancora più fosche il manifesto è la parentela del candidato defunto con il noto camorrista Giuseppe Parisi, ribattezzato ‘o Nasone. Anche il boss, cognato di Giovanni Di Vincenzo, è passato a miglior vita, non per un ictus ma in un agguato, una causa di mortalità purtroppo non meno diffusa a Secondigliano.

Peppe Riganato per raccogliere consensi alle Comunali punta anche sui vivi fortunatamente. Sul profilo Facebook del candidato di ALA abbondano le foto con Denis Verdini e Antonio Milio. A Secondigliano intanto serpeggia il malcontento:

Peccato che è morto, era già deciso: Di Vincenzo doveva andare al Comune e Riganato alla municipalità.

Nelle scorse settimane le liste di ALA erano finite nuovamente nella bufera per la candidatura del figlio e del nipote di un boss. Uno dei candidati contestati, che lavora nel sociale, ha spiegato che escludere a priori tutti i figli e i parenti dei pregiudicati dalle elezioni comunali di Napoli equivarrebbe a eliminare mezza città. Anche Denis Verdini non si è scomposto davanti al moltiplicarsi delle polemiche, definendo il candidato presentabile e liquidando la vicenda con un “ognuno risponde per sé”. Una risposta che non potrà certo riciclare nel caso del manifesto col morto.