Le elezioni comunali di Vittoria, comune siciliano di circa 60 mila persone nella provincia di Ragusa, sono state travolte da un uragano, o meglio dagli agenti della guardia di Finanza, che hanno fatto irruzione nei comitati elettorali dei due candidati alla poltrona di sindaco.

Giovanni Moscato, ex Fratelli d’Italia, e Francesco Aiello di Sicilia Democratica sono così finiti tra gli indagati insieme ad altre sette persone. La pesante accusa nei confronti dei due candidati alle comunali di Vittoria è quella di voto di scambio politico-mafioso e per loro si è aperta ora un’inchiesta da parte della Dda della Procura di Catania.

Francesco Aiello è stato uno storico esponente del Pci, oltre che deputato regionale per tre legislature ed ex assessore regionale all’Agricoltura, ed è anche stato più volte sindaco di Vittoria. Al primo turno delle comunali aveva ottenuto il 26,69% delle preferenze, superato da Giovanni Moscato, che aveva ricevuto il 35,61% dei voti. La prima dichiarazione in proposito da parte di quest’ultimo è stata: “Parlerò solo dopo avere accertato di cosa si tratti”.

A pochissimi giorni dal ballottaggio per le elezioni comunali, che si terrà domenica 19 giugno, i militari della guardia di Finanza del comando provinciale hanno eseguito perquisizioni e hanno acquisito atti negli uffici del Comune di Vittoria, oltre che nelle segreterie dei due candidati a sindaco della città.

Le perquisizioni sono avvenute in mattinata. I fatti illeciti contestati riguarderebbero le precedenti elezioni comunali di Vittoria e coinvolgerebbero anche altri candidati che hanno preso parte al primo turno elettorale.

La Finanza ha effettuato una perquisizione pure all’interno degli uffici di Lisa Pisani, la candidata del Partito Democratico che non è riuscita a conquistare un posto nel ballottaggio delle comunali. L’inchiesta sembra sia stata avviata in seguito alle dichiarazioni da parte di due collaboratori di giustizia, Biagio Gravina e Rosario Avila.