E’ sufficiente la minaccia di cambiare qualcosa nella pubblica amministrazione per mettere in moto i sindacati, che vedono in pericolo la vera base del proprio potere. Nonostante il Governo di Matteo Renzi abbia presentato nulla più di una serie di promesse, le confederazioni sindacali hanno accelerato con le manovre di contrasto. Poiché il 1° maggio è tradizionalmente il momento di massima esposizione mediatica per Cgil, Cisl e Uil, la triade è andata all’attacco, mandando avanti anche le rock star amiche chiamate all’altrettanto tradizionale concerto di Roma.

Ed ecco Piero Pelù (foto by InfoPhoto), che dall’alto dei tanti soldi incassati tra dischi e concerti fa finta di essere un dipendente da 1500 euro: “Non vogliamo elemosine da 80 euro, vogliamo lavoro“. E soprattutto l’attacco al progetto di Renzi sulla pubblica amministrazione: “Il non eletto, ovverosia il boyscout di Licio Gelli deve capire che in Italia c’e’ un grande nemico, un nemico interno che si chiama disoccupazione, corruzione, voto di scambio, mafia, camorra“.

Una via di mezzo tra Beppe Grillo e Susanna Camusso. E a proposito del leader della Cgil, anche lei non si è risparmiata contro Renzi, dal palco di Pordenone: “Basta con sorrisi e annunci, servono riforme che cambino a fondo il Paese“. Le ha fatto eco il collega Luigi Angeletti della Uil: “Bisogna cambiare marcia, serve un governo che le cose le faccia“. E Raffaele Bonanni della Cisl: “Basta teatrini, servono progetti chiari e trasparenti“.