A quattro giorni di sede vacante, il collegio cardinalizio ha dato il via la prima di diverse congregazioni che si terranno nelle prossime ore in vista del conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI.

In data odierna seguirà un’altra riunione alle 17.00, dopo di che saranno gli stessi cardinali a decidere se continuare a riunirsi due volte al giorno. Si tratta di riunioni a cui partecipano sia i cardinali ”elettori” che i non (a questi ultimi è permessa la facoltà di astenersi, se lo preferiscono, dalla partecipazione), per definire le prime coordinate in vista dell’ingresso in Sistina. I ruoli-chiave sono stati assunti da il Camerlengo cardinale Tarcisio Bertone e il decano del Collegio cardinalizio Angelo Sodano che gestiscono direttamente il buon funzionamento degli incontri.

Le congregazioni hanno delle regole ben precise dettate dalla costituzione apostolica Universi Dominici gregis, emanata da Giovanni Paolo II nel 1996.Tra le tante disposizioni da rispettare, il documento indica anche l’abito che i cardinali devono indossare nel periodo di sede vacante: la talare nera filettata e la fascia rossa, con zucchetto, la croce pettorale e l’anello. Al momento, non ci sono disposizioni-extra che obbligano i cardinali a mantenere un totale riserbo durante i giorni delle congregazioni: nel 2005 fu l’allora cardinale decano Joseph Ratzinger a imporre il silenzio a tutti i porporati.

La lettera di convocazione inviata ai cardinali dal decano Sodano ricorda inoltre che le Congregazioni continueranno fino a quando non sarà raggiunto il numero completo dei cardinali elettori e solo allora il Collegio deciderà la data di ingresso in Conclave. Al momento, oltre ai 75 cardinali residente permanentemente a Roma, altri 66 in arrivo hanno indicato la loro residenza nella capitale e stanno mano a mano confluendo.

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