C’è attesa, nello stato Pontificio della Città del Vaticano, per la nomina del nuovo Pontefice, dopo la prima settimana di Sede vacante. A Roma sono arrivati tutti i 115 cardinali chiamati a votare il proprio nome, ma fino ad oggi vige il massimo riserbo da parte dei presenti. L’ultimo ad essere arrivato, nell’ordine, è stato il vietnamita Jean Baptiste Pahm Minh ManJohn Tong Hong. Non resta che chiudersi in Conclave.

Ma Padre Lombardi, responsabile dell’ufficio stampa dello stato Pontificio, nel pomeriggio di giovedì ha dichiarato: “Ancora non c’è nessuna decisione sulla data”. La riunione di giovedì per le Congregazioni generali, riunione che doveva decidere la data d’inizio del conclave, non ha dato la fumata bianca. Dopo una prima sessione mattutina, nel pomeriggio i porporati si sono ritrovati nell’aula del Sinodo sotto la guida del decano del Sacro Collegio, Angelo Sodano.

Per far capire quanto riserbo ci sia sul Conclave e su tutto quello che ruota attorno, basti pensare che mercoledì sera è stato deciso di annullare anche l’appuntamento con la stampa della delegazione americana al collegio del Gianicolo che li ospita. I giornali, ovviamente, si scatenano: “La tensione sale in Vaticano” (Le Figaro): “A differenza del 2005 non c’è stata una votazione per vietare di dare interviste, né io ho mai detto nulla di negativo sui cardinali americani e i loro briefing, semplicemente mi sembra che il Collegio stia maturando una linea e un comportamento di riservatezza per garantire la piena libertà di ciascuno e penso che tutti i cardinali si siano collocati in questa linea” ha chiarito Padre Federico Lombardi.

Intanto proseguono i lavori alla Cappella Sistina, dove sono state già sistemate le stufe destinate alla bruciatura delle schede di voto. Manca il comignolo, segno che forse siamo ancora lontani dalla data ufficiale d’inizio del Conclave.