Dopo le motivazioni relative alla sentenza che ha condannato il comandante Francesco Schettino, arriva la denuncia dei naufraghi francesi che sarebbero stati privati dei loro beni di valore, dai gioielli ai soldi passando per gli apparecchi elettronici che avrebbero lasciato nelle casseforti delle cabine quella maledetta sera del 13 gennaio 2012 quando, al Giglio, la Concordia affondò. Per Anne Decrè, responsabile del collettivo che rappresenta 390 dei 450 naufraghi francesi della Concordia, le casseforti e i loro contenuto sarebbero “misteriosamente scomparsi”. Alcuni di questi oggetti sono stati rispediti ai passeggeri negli scorsi mesi, a distanza di quattro anni e mezzo dal tragico fatto.

Concordia, beni scomparsi misteriosamente

Secondo i naufraghi francesi, però, all’appello mancherebbero alcuni oggetti di valore. Qualcuno, durante le fasi di recupero e smantellamento del relitto, potrebbe essersene impossessato illecitamente. “Nelle cabine, sul ponte superiore, stranamente sono sparite tutte le casseforti” dicono. Da Costa Crociere fanno sapere che il relitto è sempre stato sotto sequestro per poi essere venduto ad un consorzio per lo smantellamento. “Tutte le operazioni di recupero dei portavalori sulla nave sono state effettuate dalla Guardia costiera italiana, sotto la vigilanza del tribunale di Grossetto” aggiungono.

Quasi tutti i passeggeri francesi hanno chiesto un risarcimento danni per la perdita degli oggetti di valore durante il naufragio: la compagnia ha risposto offrendo circa 11 mila euro. “E’ una somma che prevedeva la restituzione dei beni presenti nella cassaforte” è la replica di Decré che, poi, si spinge oltre: “L’incompetenza di Costa Crociere è pari a quella del suo comandante”.