Il procuratore generale della Cassazione, Francesco Salzano, ha chiesto la conferma della condanna a 16 anni e 1 mese di reclusione per Francesco Schettino per il naufragio della Costa Concordia all’isola del Giglio. Una tragedia nella quale morirono 32 persone su oltre 4000 passeggeri a bordo; 193 i feriti. Nello specifico, il Pg della Cassazione ha prima chiesto la “irrevocabilità” di tutte le accuse finora contestate a Schettino invitando, poi, i supremi giudici della Corte ad accogliere il ricorso del pg della Corte d’Appello di Firenze sulla configurabilità dell’aggravante della colpa cosciente nella previsione che nel naufragio ci sarebbero state vittime.

Schettino, la sua posizione potrebbe aggravarsi

Qualora venisse accolta la richiesta del Pg della Cassazione, potrebbe esserci un appello bis e Schettino potrebbe rischiare un aggravamento della pena già inflitta. Dunque l’ex comandante della Concordia “era consapevole che sul lato sinistro della nave si trovavano ancora 2mila persone e che solo 1500 passeggeri erano scesi con le scialuppe poiché gliel’aveva detto il personale di bordo”: “In quanto comandante, con posizione di garanzia, aveva l’obbligo di restare sulla nave fino all’ultimo; invece, quando si calò sulla scialuppa sapeva che dietro di lui c’erano altri ufficiali rimasti sulla Concordia ha spiegato, nella sua requisitoria, il Pg della Cassazione. “Schettino, sceso dalla nave, non si tiene nemmeno in contatto radio coi suoi ufficiali e accetta di rimanere all’oscuro sul destino di circa 2mila persone” ha concluso.