Si prospetta come fondamentale l’udienza che giovedì mattina vedrà comparire Francesco Schettino in Cassazione, come principale imputato nel caso del naufragio della Concordia al largo dell’isola del Giglio, avvenuto il 13 gennaio del 2012 e nel quale persero la vita 32 persone.

L’ex comandante ha presentato ricorso contro la condanna a 16 anni e un mese di reclusione, ma anche la Corte di Appello di Firenze, che invece aveva chiesto 27 anni per l’uomo, aggiungendo l’aggravante della responsabilità derivante dalla mancata partecipazione alle operazioni di soccorso.

Il 57enne napoletano è stato ritenuto colpevole di omicidio colposo plurimo, lesioni plurime colpose, naufragio colposo, abbandono di nave e mancate comunicazioni alle autorità marittime.

L’udienza vedrà la costituzione delle parti civili contro Costa e dovrà essere aggiornata a data da definirsi, visto lo sciopero delle camere penali indetto per la prima settimana di maggio.

Il termine per la prescrizione dei reati attribuiti a Schettino è il 14 luglio del 2019: una data non troppo lontana se si dovesse annullare la condanna e si dovesse rifare l’appello. Ipotesi però alquanto vaghe al momento, viste le prove schiaccianti a carico dell’ex comandante e le decisioni nette prese dai giudici che si sono occupati del primo e secondo grado di giudizio.

Rimane invece da definire l’entità dei risarcimenti che Costa dovrà versare alle famiglie dei passeggeri: con 2623 dei 3206 passeggeri è stato già trovato un accordo – pari a quasi 66 milioni e mezzo di euro globali – mentre per gli altri il procedimento rimane aperto.