Rivoluzione nelle università italiane dopo lo scandalo dei professori che decidevano chi avrebbe dovuto vincere i concorsi pubblici. “Stiamo lavorando con il Ministro Fedeli ad uno specifico focus del Piano anticorruzione dell’università che, come sempre, punterà sulla prevenzione” ha dichiarato il presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, il quale ha definito “preoccupante” quanto scoperto dalla Procura di Firenze. Un piano che, di fatto, prevederà l’istituzione di “responsabili anticorruzione presenti in ogni ateneo”: una svolta.

Il piano – che Cantone sta studiando con il Ministro Fedeli – ha l’obiettivo di “aiutare l’accademia italiana a tutelare la propria autonomia”: “Anche le persone con più capacità a, volte, per sopravvivere devono sottoporsi a pratiche umilianti”. Poi c’è il problema dei finanziamenti al mondo accademico che, con gli anni, sono diminuiti e che dunque stanno costringendo migliaia di “cervelli” alla fuga all’estero dove le condizioni di lavoro sono decisamente più incoraggianti.

Il Ministro Fedeli, invece, ha chiesto agli atenei coinvolti dallo scandalo di “costituirsi parte civile contro i professori corrotti e individuare dentro ogni ateneo un responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione”. Un piano, quello che sta elaborando con Cantone, che sarà pronto entro la fine di ottobre e che verrà inviato a tutte le università italiane nel rispetto delle loro autonomie.