Il concorso per cancellieri che il Ministero della Giustizia aveva bandito qualche mese fa e che aveva visto la partecipazione di oltre trecentomila candidati (a fronte di ottocento posti da assegnare), è stato sospeso. Il motivo della sospensione è legato al fatto che il bando escludesse la partecipazione dei cittadini non italiani e che tale motivazione sia stata accettata dal giudice del lavoro di Firenze, che avrebbe accolto il ricorso di una cittadina albanese e della Onlus L’Altro Diritto.

In pratica, il concorso per cancellieri avrebbe dovuto prevedere l’ammissione anche di cittadini comunitari e non comunitari (questi ultimi solo se in regola con i permessi di soggiorno). Dal momento che non è stato così, il concorso per assistenti giudiziari è stato sospeso e lo sarà finché non si arriverà alla conclusione del giudizio di merito. Tale periodo consentirà ai cittadini comunitari e non comunitari in regola col permesso di soggiorno di poter essere ammessi in termini per la presentazione della domanda e per l’eventuale partecipazione al concorso.

Il Ministero della Giustizia, da parte sua, si sarebbe opposto presentando un decreto di Palazzo Chigi del 1994, in base al quale per tali posti nel settore giudiziario non si potrebbe prescindere dalla cittadinanza italiana, anche per via del principio della tutela dell’interesse nazionale. Tale assunto è stato però rigettato dal giudice del lavoro di Firenze, che avrebbe giudicato contrario alle norme comunitarie il presente principio.