Ha fatto molto discutere il discorso tenuto ieri da Matteo Renzi in Confcommercio. Nel corso del suo intervento, infatti, si sono alternati fischi ad applausi. Un’accoglienza contrastata e contrastante sulla quale oggi è intervenuto il presidente della Confederazione Generale Italiana delle Imprese, delle Attività Professionali e del Lavoro Autonomo.

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli in una nuova intervista ha commentato i fischi indirizzati al presidente del Consiglio dicendo: “I fischi che sono arrivati quando il premier ha parlato degli 80 euro non sono certo giustificabili, ma non dobbiamo sottovalutarli e hanno una spiegazione. Con ogni probabilità quelle 4-5 persone che hanno mostrato intolleranza nei confronti del premier sono, magari, imprenditori stremati dalla crisi e che non hanno beneficiato della misura. Le nostre sono assemblee vere: non ci sono barriere, parlano gli imprenditori e io stesso, che sono presidente, quando faccio la mia relazione posso non incontrare la condivisione dei miei associati”.

Il presidente di Confcommercio ha poi voluto lanciare un allarme riguardante un eventuale aumento dell’Iva, che è visto di buon occhio da Vincenzo Boccia, il nuovo presidente di Confindustria: “Spostare la tassazione sulle cose, cioè aumentare l’Iva, avrebbe lo stesso effetto di un boomerang perché, alla fine, l’Iva la paghiamo tutti e avrebbe un effetto depressivo sui consumi. Perciò abbiamo apprezzato l’impegno, irrinunciabile per la crescita, ribadito da Renzi durante l’assemblea di non aumentarla nel 2017”.

Renzi nel corso del suo intervento in Confcommercio ha difatti confermato l’intenzione di non aumentare l’Iva. Il premier italiano ha infatti detto: “Fischiatemi pure se avete il coraggio ma la politica deve essere con la P maiuscola, dovete credere nella politica e l’atteggiamento di chi dice tutti uguali fa il vostro male, non il vostro bene. […] Prendo l’impegno per voi irrinunciabile per la crescita nel 2017 di non aumentare l’Iva. Ma l’Iva non si tocca più dal 2013, le clausole non sono mai state toccate dal nostro governo, l’ultimo aumento è scattato nell’ottobre di quell’anno, noi siamo in carica dal febbraio 2014”.