La crisi economica non è un lontano ricordo e lo dimostrano i dati sull’occupazione e sui consumi registrati negli ultimi 12 mesi. A sostenerlo è la Confcommercio che non riesce a intravedere i segnali di ripresa rivendicati dal Governo. I commercianti non nascondono il loro malcontento per l’operato dell’esecutivo. Oggi il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato accolto dai fischi quando è salito sul palco dell’auditorium della Conciliazione, all’assemblea generale della Confcommercio.

All’evento si respirava un’atmosfera tesa. Dal pubblico qualcuno ha intimato a Renzi di tagliarsi lo stipendio. Renzi ha replicato di averlo già fatto, fissando un tetto a 240 mila euro per gli stipendi tra i primi atti del suo Governo. Il Presidente del Consiglio ha poi accusato il contestatore di avere la memoria corta.

Il presidente dell’associazione Carlo Sangalli ha parlato di una ripresa senza slancio, incapace di compiere il salto tra stagnazione e crescita:

Occupazione, consumi, produzione, fiducia, credito, hanno seguito un andamento altalenante non riuscendo a imprimere un cambio di passo.

I lavoratori autonomi e le piccole e medie imprese stentano a intravedere un barlume di luce. Anche in materia fiscale Sangalli non intravede progressi significativi:

Sul fisco sono stati fatti passi in avanti ma manca una visione organica. In Italia servono 270 ore per gli adempimenti amministrativi.

Confcommercio: in 7 anni poveri assoluti raddoppiati

Uno studio presentato dalla Confcommercio rivela che in 7 anni le famiglie italiane in condizioni di povertà assoluta sono quasi raddoppiate. Nel 2014 nel nostro Paese si contavano 4 milioni di poveri assoluti, pari al 130% in più rispetto al 2007. Per uscire dalla crisi Sangalli ha invocato una profonda riforma fiscale:

In particolare dell’Irpef. Una riforma che preveda poche aliquote e l’introduzione di una no tax area uguale per tutti i lavoratori, siano essi dipendenti o autonomi.

Renzi rassicura la Confcommercio: no ad aumento IVA

Renzi non si è scomposto di fronte alle contestazioni e ha invitato i commercianti ad avere fiducia nel Governo, evitando di fare di tutta l’erba un fascio:

Fischiatemi pure se avete il coraggio ma la politica deve essere con la P maiuscola, dovete credere nella politica e l’atteggiamento di chi dice tutti uguali fa il vostro male, non il vostro bene.

Renzi ha ricordato che il suo Governo non ha mai toccato l’IVA, cogliendo l’occasione per annunciare che l’imposta non subirà ulteriori aumenti nel 2017. Un altro fronte di scontro si è giocato sulla misura degli 80 euro in più in busta paga per i redditi bassi, ritenuti dai commmercianti nient’altro che una mancia elettorale. Il leader del Pd ha dichiarato di rispettare la posizione, pur rivendicando la sua scelta:

Che non fossero apprezzati da voi lo sapevamo da tempo ma che fossero una misura di giustizia sociale verso gente che non guadagna 1500 euro al mese lo rivendico con forza. Sono contento di averli dati.