Matteo Renzi ha cominciato già da alcuni giorni la sua campagna elettorale in favore del sì al referendum costituzionale, previsto per il prossimo ottobre ma di cui non c’è ancora una data ufficiale. Adesso il presidente del Consiglio, che in quest’appuntamento si gioca il futuro suo e del governo, sembra poter contare sull’appoggio da parte di Confindustria.

Il nuovo presidente di Confindustria Vincenzo Boccia con le sue prime dichiarazioni ufficiali ha infatti promosso la fine del bicameralismo perfetto, così come prevede la riforma costituzionale di Maria Elena Boschi.

Una promozione quindi che lascia chiaramente intendere, sebbene il neo presidente di Confindustria non lo abbia dichiarato in maniera esplicita, un deciso appoggio degli industriali verso il sì al referendum costituzionale che si terrà il prossimo autunno.

Dopo essere stato eletto presidente di Confindustria con l’87% dei voti, sebbene al voto abbia partecipato solo il 66,7% degli aventi diritto, Vincenzo Boccia di fronte al pubblico dell’Auditorium di Roma, che contava anche la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha dichiarato: “Le riforme sono la strada obbligata per liberare il paese dai veti delle minoranze e dai particolarismi, che hanno contribuito a soffocarlo nell’immobilismo. Le riforme possono inaugurare una grande stagione della responsabilità, nella quale chi governa sceglie e prende decisioni e il consenso si misura sui risultati”.

Il nuovo presidente di Confindustria ha poi aggiunto: “Per noi le riforme non hanno un nome, ma un oggetto. Non conta chi le fa, ma come sono fatte. E se noi le condividiamo, le sosteniamo. Le riforme non sono patrimonio dei partiti, ma di tutti i cittadini. E quindi anche nostro. Appartengono alla storia di Confindustria fin dagli anni Novanta. Una democrazia moderna prevede che chi si oppone a una riforma, a un governo o a una misura, avanzi proposte alternative subito praticabili e non usi l’opposizione solo per temporeggiare”.

Vincenzo Boccia ha quindi affermato, con un evidente riferimento al referendum costituzionale: “Confindustria si batte fin dal 2010 per superare il bicameralismo perfetto e riformare il titolo V della Costituzione. Con soddisfazione, oggi, vediamo che questo traguardo è a portata di mano”.

La posizione ufficiale da parte di Confindustria comunque resta quella di attesa: “La nostra posizione e le conseguenti azioni sul referendum verranno decise nel Consiglio generale convocato per il 23 giugno”. Le parole del neo presidente non lasciano però spazio a molti dubbi riguardo a un orientamento più verso il sì che verso il no.