Al di là degli interessi televisivi (qui il live del confronto), cosa resta d’importante dal gioco sotto riflettori e telecamere fra i candidati alla segreteria del Pd? Cosa accadrà dopo le primarie dell’8 dicembre? Soprattutto, che fine farà il Governo?

E’ evidente che, chiunque vinca, il Pd cercherà di sbarazzarsi di ciò che resta del centrodestra ed impadronirsi del Governo una volta per tutte. Le parole sono chiare, da quelle di Gianni Cuperlo (“Ora non ci sono più alibi, il Governo deve cambiare passo“) a quelle di Matteo Renzi (“Il Governo siamo noi“), passando da quelle di Pippo Civati (“Cambiare la legge elettorale e votare in primavera“).

Non è invece per niente chiaro come i tre intendono riuscirci, perché se i numeri in Parlamento sono diversi riguardo ad una maggioranza per sostenere Enrico Letta fino ad un certo punto, non sono certo cambiati se si pensa a soluzioni radicalmente diverse. Il Pd non può governare da solo e nuovi alleati di grosso peso in seggi (Movimento 5 stelle) sono improbabili (foto by InfoPhoto).

Dopo le primarie, ci sarà una politica da elaborare. A questo punto non suonano nemmeno troppo strane le parole fuori dal coro dell’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, alla trasmissione La Zanzara di Radio 24: “È una cosa comica che per eleggere il segretario bisogna fare le primarie aperte a chiunque. Quando mai si è visto il capo di un partito eletto dal popolo? Il Pd ce la sta mettendo tutta per non vincere nemmeno stavolta. Commettono sempre lo stesso errore, sottovalutano l’avversario. Non hanno capito che Berlusconi è stato sconfitto non da loro ma dalla magistratura. Cadono sempre in questo peccato di arroganza proprio di tutta la tradizione post comunista“.