“Servono nuove formule finanziarie, supportate da normative, comunitarie e nazionali, coerenti con l’obiettivo primario di incentivare investimenti privati in porti compressi fra l’esigenza di realizzare nuove infrastrutture (in particolare nel settore container) e la carenza ormai cronica di fondi pubblici”.

Con queste parole Assoporti invita il Governo ad occuparsi urgentemente di politica portuale in collaborazione con l’Unione Europea.

I porti italiani infatti, come spiega lo stesso presidente Luigi Merlo, sono in difficoltà e hanno bisogno di concessioni da parte di Bruxelles.

In altri Paesi infatti sono in atto ammodernamenti a cui noi aspiriamo, ma che, considerata la poca attenzione del nostro Governo, non possono essere realizzati.

Il 2015 sarà un anno cruciale per le concessioni di terminale e, se l’Italia si farà trovare impreparata ed eccessivamente rigida, da un punto di vista amministrativo e finanziario, non riuscirà a stare al passo con i tempi e finirà per perdere la fiducia degli investitori.