Si è spento lunedì notte, a Livermore, in California, Conrad Bain, noto al pubblico italiano come di Philip Drummond, un ricco vedovo newyorkese che adotta 2 trovatelli di Harlem, i fratelli Arnold e Willis Jackson, nella  sitcom cult Il mio amico Arnold, trasmessa dal 1978 al 1986 negli Stati Uniti e  sbarcata in Italia nel 1980. I 2 ragazzini afroamericani dovranno condividere il lussuoso attico di Manhattan e le attenzioni del nuovo padre , anche, con la figlia adolescente di Drummond, Kimberly.

Bain aveva 89 anni, il 4 febbraio  ne avrebbe compiuti 90. Canadese, un lungo passato teatrale, una parte ne Il dittatore dello stato libero di Bananas di Woody Allen, prima di prestare il volto a Philip Drummond, era stato protagonista della sitcom Maude. La famiglia di Bain si è affrettata a sottolineare che è morto per cause naturali, come a voler prendere le distanze dal tragico destino che ha inghiottito il resto del cast. Se sullo schermo Arnold e soci avevano esistenze dorate e strappavano risate a ogni battuta, nella vita reale si sono scontrati con ogni sorta di bruttura.

Primo tra tutti, proprio il piccolo Arnold, alias Gary Coleman. Affetto da nefrite, subisce 2 trapianti di reni e si sottopone a dialisi quotidiane fin da giovanissimo. Nonostante ciò, la malattia gli blocca la crescita, tanto da conservare, anche da adulto, l’aspetto di un bambino e un’altezza non superiore a 1,30 metri. I suoi guai giudiziari iniziano presto, con la causa contro i genitori, rei di aver intascato i suoi guadagni artistici. Nel 2008, viene arrestato per un investimento in un parcheggio e nel 2009, per violenze domestiche. Anche la sua carriera di attore pare segnata da una cattiva stella: iniziata fulgidamente con il ruolo di Arnold Jackson, a soli 10 anni, continua, dopo la chiusura della serie, con una serie di piccoli camei e partecipazioni a show televisivi. Non va meglio in politica. Nel 2003 si candida a governatore della California ma gli elettori gli preferiscono Arnold Schwarzenegger. Nel 2010, subisce 2 operazioni chirurgiche ai reni. Un misterioso incidente domestico lo manda in coma. La moglie decide di staccare le macchine il 28 maggio. Coleman aveva 42 anni.

La vita è stata poco generosa anche con Dana Plato, la bionda Kimberly Drummond. A  soli 20 anni, rimane incinta e dirada le sue apparizioni nella serie. Nel 1989 tenta di rilanciarsi posando nuda per Playboy ma tutto quello che ricava è una serie di scritture in film pornografici e B-movie. Nel 1991 viene arrestata per rapina a mano armata in un videoshop di Las Vegas. Dedita da tempo immemore all’abuso di alcol e stupefacenti, nel maggio del 1999, a 35 anni, muore per overdose di farmaci, nella roulotte del compagno di allora. 11 anni dopo, il figlio Tyler Lambert, aspirante rapper 25enne, segue le orme della madre, suicidandosi con un colpo di fucile. Anche lui faceva uso smodato di alcol e droga.

Todds Bridges, che veste i panni di Willis Jackson, il fratello maggiore di Arnold, inizia la sua discesa agli inferi a metà degli anni ’80, a conclusione con la dipendenza dalla cocaina. A 23 anni viene accusato di tentato omicidio ai danni di uno spacciatore ma sarà prosciolto. Praticamente disoccupato, si dedica al costante uso di droghe e alcol, fino alle soglie del nuovo millennio quando si sposa, diventa padre e si converte al cristianesimo. La sua nuova vita pulita giova, anche, alla sua carriera che sembra vivere una seconda giovinezza. Todd Bridges, oggi, ha 48 anni e gode di ottima salute. Ricordando Conrad Bain ha detto “per me è stato una figura paterna, non solo nel telefilm”.