L’Unione europea la parola solidarietà ce l’ha scritta nei trattati, ma poi non riesce ad esercitarla quando un Paese è in difficoltà“. Parole molto dure, quelle pronunciate da Enrico Letta alla Camera nella mattinata del 22 ottobre, illustrando gli argomenti che porterà di fronte al Consiglio europeo, che si riunirà a Bruxelles il 24 e 25 ottobre.

Il presidente del Consiglio si riferiva all’emergenza immigrazione. Letta ha poi aggiunto: “I fatti che avvengono nel Mediterraneo non ammettono esitazioni e indugi. Nessuno si illuda che queste tragedie siano occasionali o destinate a terminare con l’arrivo del cattivo tempo. Sono l’epilogo di una fuga di massa. La conseguenza incerta, e per certi versi tradita, della primavera araba. La campana suona per tutti: per l’Europa unita e per ciascuno degli stati membri“.

Il premier ha concluso con un avvertimento: “Per la sua storia e per le sue più nobili ragioni fondative l’Unione europea non può stare a guardare. Se lo fa, muore, insieme a centinaia di uomini, donne e bambini“.

L’altra importante questione che verrà trattata al Consiglio europeo è quella dell’agenda digitale e dell’innovazione tecnologica generale. Letta (foto by InfoPhoto) ha affermato alla Camera: “L’obiettivo è costituire un’area senza frontiere per la ricerca entro il 2014. Serve un cambio di passo, occorre creare le condizioni minime per fare uscire la ricerca dai recinti nazionali. Ci batteremo per questo. Nei prossimi due anni, senza competenze adeguate, potremmo avere quasi un milione di posti di lavoro non coperti nel digitale: un paradosso assolutamente intollerabile“.