Silvio Berlusconi lo aveva scritto in una lettera in vista del Consiglio nazionale del Pdl che sancirà la nascita della nuova Forza Italia: Chi non si riconosce nei nostri valori e chi non crede in Forza Italia è libero di andarsene..

Per chi si aspettava calma piatta e nessuna novità è stato deluso. Nella giornata di ieri alla fine la scissione che tutti paventavano è avvenuta, Angelino AlfanoSilvio Berlusconi non saranno più nello stesso partito. Il ministro del’Interno, vice premier ed ex segretario del Pdl  non aderirà a Forza Italia ma creerà assieme a Cicchitto, Formigoni, Giovanardi e altri il “Nuovo Centrodestra”, un gruppo parlamentare che sosterrà il governo Letta.

Tutte le trattative di pacificazione sono fallite, a poche ore dal Consiglio nazionale, arriva la frase di addio di Alfano dopo una riunione con i “governativi” del Pdl:  “Mi trovo qui per compiere una scelta che non avrei mai pensato di compiere. Non aderire a Forza Italia”. Una divisione senza polemica con l’ex premier, “Sento fortissimo il bisogno di ribadire che in questi 20 anni non abbiamo sbagliato speranze, ideali e persona. Siamo amici del presidente Berlusconi a cui ribadiamo amicizia e sostegno. Lo sosterremo all’interno del governo a iniziare da una giustizia più giusta e dall’abbassamento delle tasse e di tutte le storiche battaglie. Ma questa non è la Forza Italia che abbiamo conosciuto nel ’94″, ha voluto ribadire l’ex delfino di Silvio Berlusconi.

Dopo le parole del ministro anche le dimissioni di Schifani, vero padrino politico di Alfano, da presidente del gruppo Pdl al Senato.

Le reazioni non si sono fatte attendere, in primis Raffaele Fitto leader dei lealisti a Silvio Berlusconi: “Da Alfano è venuto un atto gravissimo contro la sua stessa storia e contro Silvio Berlusconi, i nostri programmi e i nostri elettori. Il vero popolo di centrodestra giudicherà”Gianfranco Miccichè: “Sono davvero dispiaciuto. Mai avrei pensato che Angelino Alfano, trattato come un figlio dal presidente Berlusconi, potesse tradirlo” e Daniele Capezzone si scaglia contro l’attaccamento al potere: “Leggo che Angelino Alfano parla di ‘nuovo centrodestra’. Ma l’attaccamento a poltrone e poltroncine non è una cosa molto ‘nuova’…”.

“Nuovi gruppi e per creare, in prospettiva, un nuovo soggetto politico”, è quello dichiarato da Fabrizio Cicchitto lasciando la riunione dei ‘governativi’ del Pdl, ora “Nuovo Centrodestra” a palazzo Santa Chiara. Alla domanda se sarà lui a fare il capogruppo alla Camera, ha risposto: “Se bisogna rinnovare, bisogna rinnovare…”.

Ora la domanda è: “Chi seguirà Alfano oltre a Cicchitto, Giovanardi, i ministri e Formigoni?”, a questa domanda è lo stesso ex presidente della Regione Lombardia a rispondere: “Siamo 37 al Senato e 23 alla Camera”. 

Oggi arriverà la reazione ufficiale di Silvio Berlusconi direttamente dal palco del Consiglio nazionale in risposta alle mosse delle ex colombe, inizio alle 10:00, intanto la prima rase riportata dal leader del centrodestra è stata: “Domani (oggi n.d.r.) dal palco del Consiglio Nazionale, ripeterò quello che ho già detto più e più volte, fino allo sfinimento. Forza Italia è la casa di tutti. Ho sentito parlare di raccolte di firme tra i nostri parlamentari, le uniche firme che a me interessano sono quelle di milioni di donne e di uomini che hanno creduto e credono in noi. E che nelle urne ci hanno concesso la loro fiducia”.