Nuovi sviluppi nell’ambito dell’inchiesta Consip: oggi gli agenti della Guardia di Finanza hanno tratto in stato di arresto Alfredo Romeo con l’accusa di corruzione.

L’imprenditore campano è stato portato nel carcere di Regina Coeli a Roma, mentre è stato disposto il sequestro patrimoniale di circa 100mila euro, per gli inquirenti frutto della corruzione di un dirigente Consip.

A dare il là alla disposizione cautelare sarebbero state le confessioni di Mario Gasparri, dirigente della Consip, nel corso degli interrogatori tenuti a dicembre dai due pm di Napoli che si occupano dell’indagine, Henry John Woodcock e Celeste Carrano.

Le informazioni sono poi state passate per competenza territoriale alla Procura di Roma, che si sta occupando del caso di corruzione e di pilotaggio degli appalti della Consip, Spa del ministero dell’Economia che ha il compito di acquisire beni e servizi per le amministrazioni pubbliche.

In queste ore sono in corso anche perquisizioni che coinvolgono Italo Bocchino, ex parlamentare di An.

Fino a questo momento sono finiti nel registro degli indagati Luca Lotti, ministro dello Sport ed ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio durante l’amministrazione Renzi (con l’accusa di rivelazione di segreto di ufficio e favoreggiamento), Tullio Del Sette, comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Emanuele Saltalamacchia, comandante dei carabinieri in Toscana, e Tiziano Renzi, padre di Matteo, con l’accusa di traffico di influenze illecite.

Quest’ultimo al momento dell’annuncio dell’avviso di garanzia aveva manifestato la propria sorpresa rivelando di non essere nemmeno a conoscenza dell’esistenza del reato di cui lo si accusava e al contempo di sentirsi tranquillo, “essendo la mia condotta assolutamente trasparente come i magistrati, cui va tutto il mio rispetto, potranno verificare.”