Si amplia l’indagine sulla Consip che dopo stata affidata alla Procura di Roma ha portato negli ultimi giorni all’arresto di Afredo Romeo e alle perquisizioni dei locali di Italo Bocchino, indagato per traffico di influenze.

E proprio l’ex membro di Futuro e Libertà è al centro di una serie di intercettazioni in cui si trova a colloquio con l’imprenditore, in cui viene spiegato il metodo di assegnazione degli appalti della Consip alle coop, seguendo fini esclusivamente politici.

Il 19 gennaio Bocchino parlava infatti “di esperienze legate al suo recente passato di parlamentare, dal quale emerge chiaramente che gli appalti di Consip devono essere gestiti per favorire prevalentemente le cooperative, in quanto rappresentano sia un bacino di voti dal quale poter attingere (a differenza dei grandi gruppi come Romeo)e soprattutto un modo lecito per finanziare la politica e/o il politico di turno”.

Proprio i politici sono uno degli argomenti delle considerazioni di Bocchino: “Perché un politico può venire da te a chiederti sessantamila euro che ti ha chiesto (omissis), ma i mille pulitori sul territorio sono mille persone che danno 5mila euro ciascuno, sono mille persone che quando voti chiamano i loro dipendenti (…) quindi secondo me c’è una scelta politica

Ad accusare Romeo è il dirigente di Consip Marco Gasparri, il quale ha raccontato che questi aveva attuato un intervento sui vertici dell’ente statale sfruttando i suoi contatti politici, che gli aveva garantito un cambio di atteggiamento da parte dell’Ad Marroni.

Dalle intercettazioni si intuisce poi il modus operandi di Romeo, che consisteva nell‘utilizzo degli alberghi dei suoi familiari per fornire vacanze a scopo corruttivo: tra coloro che avrebbero beneficiato di questo trattamento vi sarebbe anche Carlo Russo, amico di Tiziano Renzi.