Il nuovo libro di Marco Lillo “Di padre in figlio” riporta una conversazione telefonica tra il premier Matteo Renzi e il padre il giorno prima dell’interrogatorio per l’inchiesta Consip.

In una anticipazione del libro riportata dal Fatto Quotidiano viene infatti riportata una intercettazione telefonica del 2 marzo 2017 – il giorno prima dell’interrogatorio al padre – in cui Matteo Renzi chiede al papà Tiziano di non mentire: “Non dire bugie, non ti credo. Hai visto Romeo una o più volte?”

Il numero uno del PD ha subito risposto a modo suo, con un lunghissimo post su Facebook:

Renzi ribadisce la sua visione dei fatti, dichiarando “quando scoppia lo scandalo Consip chiamo mio padre per dirgli: “Babbo, questo non è un gioco, devi dire la verità, solo la verità.”. Mio padre non ha mai visto un tribunale fintantoché suo figlio è diventato premier”.

Nell’intercettazione Matteo Renzi non chiede al padre solamente di essere sincero, ma anche di ricordarsi tutti i nomi, i luoghi e di non coinvolgere la mamma per evitarle l’interrogatorio.

Di fronte alle risposte vaghe del padre, l’ex premier esprime la sua sfiducia: “Non è credibile che non ricordi di avere incontrato uno come Romeo, noto a tutti e legato a Rutelli e Bocchino [...] Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie [...] Non puoi dire bugie, devi dire se hai incontrato Romeo una o più volte e devi riferire tutto quello che vi siete detti. Devi ricordarti che non è un gioco”.