La Corte Costituzionale ha chiarito oggi che coltivare cannabis, anche se per uso personale, resta un reato penalmente perseguibile. La Consulta ha avuto modo di precisare la questione dichiarando non fondata la questione di legittimità sollevata dalla Corte di Appello di Brescia, che aveva fatto ricorso in merito al trattamento sanzionatorio previsto sulla coltivazione di cannabis per uso personale.

La questione di legittimità riguardava l’articolo 75 del Testo Unico in materia di sostanze stupefacenti del ’90, nella parte in cui esclude talune condotte di punibilità. L’eccezione principale sollevata dalla Corte di Appello di Brescia riguardava la presunta unica sanzione amministrativa nei confronti di chi fa uso personale di sostanze stupefacenti, che avrebbe urtato contro i principi di ragionevolezza, uguaglianza e di offensività disposti dai combinati degli articoli 3,13 (comma secondo), 25 (comma secondo) e 27 (comma terzo) della Costituzione.

Coltivare cannabis per uso personale, dunque, resta un reato punibile per legge secondo la Consulta. Nel frattempo il Consiglio dei Ministri ha invece dato il via all’iter che dovrebbe condurre alla depenalizzazione della coltivazione della cannabis a scopo terapeutico, per cui è stato previsto un percorso ben preciso per l’acquisto e il consumo (qui tutte le informazioni sulla coltivazione della cannabis a scope terapeutico in Italia).