Si concluderanno nella giornata di mercoledì 19 febbraio le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato. Matteo Renzi si incontrerà con le delegazioni di FI, Pd e M5S con l’ennesimo tetè a tetè con Silvio Berlusconi, decaduto dal Senato tre mesi fa, dopo l’incontro di due settimane fa sulla riforma elettorale. Renzi affronterà anche il Movimento Cinque Stelle: solo martedì Grillo dal suo blog Grillo continuava a criticare Renzi, accusandolo di essere come «l’Arlecchino servitore di due padroni (CLICCA QUI PER I DETTAGLI) mentre Casaleggio considerava le consultazioni una «farsa», ma poi hanno deciso di far scegliere la base, che ha votato online fino alle 22 di martedì (i sì sono stati 20.843, i no 20.397). Alle 13.45 una delegazione composta da Grillo e i capigruppo di Camera e Senato, D’Inca’ e Santangelo, incontreranno dunque il premier incaricato e l’appuntamento (previsto per la mattinata, ma rinviato per consentire all’ex comico di rientrare da Sanremo) sarà trasmesso in diretta streaming.

Il braccio destro di Renzi, Graziano Delrio, indica la tempistica che il premier incaricato si è dato per chiudere la partita del governo: “Il lavoro procede bene. Siamo tranquilli. Il governo sarà pronto entro il fine settimana”. A parte le defezioni di Sel e Lega, la maggioranza si sta componendo senza scossoni con il temuto scoglio del NCD di Alfano superato (per ora) e la disponibilità di Scelta Civica. Qualcuno spiega che la lista dei ministri è quasi pronta ma della squadra di governo se ne parlerà nei prossimi giorni, dopo la definizione del programma da cui emergono alcune indiscrezioni: Renzi vorrebbe che le riforme partissero a spron battuto in un pacchetto unico, comprensivo di legge elettorale, riforma del Senato e del titolo V, con l’idea di un vincolo temporale per la riforma del voto. Non da meno saranno le riforme su lavoro, fisco e pubblica amministrazione. Sul rapporto con l’Europa il segretario Pd è alla ricerca di un equilibrio tra tenuta dei conti pubblici e allargamento dei criteri con cui sono valutati gli investimenti.

Molto dipenderà da quel ministro dell’Economia su cui hanno messo gli occhi Bruxelles, ma anche il Colle, i partiti e i cittadini.  Dopo l’incidente mediatico che ha coinvolto Fabrizio Barca, viene valutato se sia meglio avere un profilo politico o uno tecnico. E Fabrizio Saccomanni fa sapere:  Saccomanni avverte: “Non sono stato chiamato da nessuno, se mi chiameranno, ci rifletterò. Non esiste una regola che impedisce all’Italia di andare oltre il 3% (di deficit pubblico, ndr): ci vada, poi però paga le conseguenze di credibilità, reputazione, reazioni sul mercato e sanzioni”. Dopo l’incidente mediatico che ha coinvolto Fabrizio Barca, si discute ancora se sia preferibile un profilo politico o uno tecnico.

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