Gli italiani per la prima volta a Natale 2015 torneranno a spendere di più dopo 7 anni di crisi dei consumi. L’86% degli italiani farà i regali natalizi, anche se il 37,3% aspetterà gli ultimi giorni per andare a fare shopping. Sono i timidi segnali di ripresa dei consumi evidenziati da una recente analisi della Confcommercio.

Secondo l’associazione degli imprenditori italiani il prossimo Natale la spesa media delle famiglie crescerà del 5% rispetto al 2014. Ogni italiano spenderà mediamente 166 euro per i regali destinati ad amici e parenti. Si tratta di un accenno di ripresa dei consumi ben lontano però dai livelli del 2009. Prima della crisi economica i consumi medi per la spesa natalizia infatti erano superiori del 30%.

Lo studio della Confcommercio riconduce l’incremento dei consumi all’aumento delle tredicesime dell’1,2% rispetto allo scorso anno. Le tredicesime hanno un valore di ben 39,4 miliardi di euro. Una quota consistente delle tredicesime, pari a 7,9 miliardi di euro, verrà utilizzata dalle famiglie italiane per il pagamento dei tributi. Le maggiori entrate saranno ripartite nello specifico tra il canone RAI, l’ICI, l’IMU, la TASI, l’assicurazione auto e il bollo.

Altri 10 miliardi di euro verranno spesi per i regali di Natale. Alle spese natalizie lavoratori autonomi e dipendenti destineranno complessivamente 29,9 miliardi di euro per una media di 1.370 euro a famiglia. Si tratta dell’1,3% in più rispetto al 2014. Confcommercio si complimenta con il governo per gli interventi a sostegno dei consumi contenuti nella legge di Stabilità:

Grazie a questi provvedimenti sono disponibili circa 5 miliardi di euro di maggiori redditi da spendere in consumi.

Dall’analisi emerge però che il 73% degli italiani non si darà alle spese folli, preferendo festeggiare con un occhio sempre puntato sul risparmio. La Confcommercio ha poi analizzato l’impatto degli attentati terroristici sui consumi, scoprendo che la minaccia dell’ISIS e degli altri gruppi terroristici non sta avendo una grande influenza sulle abitudini dei consumatori e sul PIL. Secondo Mariano Bella, responsabile dell’ufficio studi di Confcommercio, le economie occidentali fortunatamente possiedono gli anticorpi necessari a difendersi dal clima di sfiducia e incertezza creato dal terrorismo.