In Italia le dipendenze sono in calo ma il mercato online degli stupefacenti vola.

Il dato che è emerso dal Dipartimento politiche antidroga (Dpa) è chiaro “Nel giro di meno di cinque anni, dal 2008 a oggi, il numero dei siti internet che offrono cannabis o ne promuovono il consumo sono quadruplicati, passando da circa 200mila ad oltre 800mila (un dato che è ancora “sottostimato”). Il picco è stato toccato lo scorso maggio (960 mila siti) e si prevede una proiezione in crescita del 2% nel 2013″.

In Italia il numero delle persone che assumono droghe è in diminuzione però i numeri rimangono alti, “i consumatori di sostanze stupefacenti (da occasionali ad uso quotidiano) sono oltre 2,3 milioni. Negli ultimi dodici mesi, lo 0,12% del campione rappresentativo della popolazione tra i 15 e i 64 anni ha dichiarato di aver assunto eroina (-0,12% rispetto al 2010), lo 0,60% cocaina (-0,29%), lo 0,12% stimolanti (-0,16%), lo 0,19% allucinogeni (0,02%). Il 4,01% (l’1,32% in meno) ha consumato cannabinoidi.”

Tra gli adolescenti (15 e 19 anni) il consumo è in aumento perché è quella la fascia che sa usare maggiormente la rete. Cala invece il trend nazionale.

Il Dpa ha comunicato inoltre che “Dai siti ai blog personali, passando per gli shop on line e le pagine sui social network, gli utenti di tutto il mondo acquistano semi, si scambiano indicazioni circa la coltivazione e forniscono pareri sugli effetti delle diverse piante. Questi stessi siti spesso offrono contemporaneamente anche altre sostanze stupefacenti quali oppiacei, cocaina, cannabinoidi sintetici, mefredone e piperazine“.

Sono 250 le droghe identificate dal Dipartimento, un vero e proprio mercato che non tende a fermarsi nonostante sia sotto controllo delle Autorità.

I prodotti che vengono venduti in questi shop online sono per la maggior parte cannabinoidi sintetici, catinoni, fenetilamine, piperazine e metossietamine, spesso spacciate per sali da bagno, incensi, fertilizzanti, prodotti naturali ed erbe mediche: prodotti per lo più preparati artigianalmente in laboratori fatiscenti e a bassissima qualità igienica.

Diminuito è anche il numero dei tossicodipendenti con bisogno di trattamento: “nel 2012 sono 438.500, nel 2011 erano 476.800 (38mila persone in meno). Diminuiscono anche le morti per overdose ( nel 2012 sono stati 390, contro i 1.002 del 1999, anche se nell’ultimo anno hanno fatto segnare un lieve aumento) e gli ingressi in carcere di soggetti con problemi socio-sanitari correlati alla droga ( da 22.413 a 18.285 , ovvero il 18,4 per cento in meno). I costi sociali delle tossicodipendenze sono stimati per il 2011 intorno a 28,5 miliardi di euro, pari all’1,8 per cento del Pil”.

In generale quindi, secondo la relazione, è in calo il consumo di droga in Italia. Il 95% degli italiani è “pulito” e non ne fa uso ma ci sono 800.000 piazze online dello spaccio in più.