Il termine contingente deriva dal latino ‘contingens –entis’, part. pres. di contingĕre, con significato di “toccare, ottenere, succedere”, a sua volta derivato da con- e tangĕre ossia “toccare”. Il significato specifico del termine può dunque variare a seconda del contesto d’ uso, che sia esso economico, militare o filosofico.

Per ‘contingente d’importazione’ si intende, ad esempio, l’ ammontare massimo fissato dallo stato per l’ importazione di uno o più prodotti. L’ espressione ‘contingente di leva’ si riferisce invece al complesso dei cittadini di una data classe chiamati alla leva, così come ‘contingente in congedo’ si riferisce all’ ammontare complessivo dei militari appartenenti alle classi in congedo. Con ‘contingente alle armi’ si intende poi il complesso delle forze armate in servizio in un dato momento, mentre comuni sono, sempre in ambito militare, espressioni quali “un primo contingente di truppe è arrivato al fronte”, dove per ‘contingente’ si indica propriamente un reggimento o reparto dell’ esercito. Per quanto riguarda invece il linguaggio economico, il significato del termine si riferisce alla parte assegnata, vincolata o imposta come contribuzione o ad una quota di ripartizione (contingente in denaro, in merci).

In qualità di aggettivo, la parola indica inoltre qualcosa di accidentale, casuale, fortuito, che è legato e dipende da eventi o circostanze specifiche e transitorie, non generali (es. ‘problemi contingenti’, ‘situazione contingente’). In filosofia, il termine indica dunque tutto ciò che è accidentale, che può non essere, e quindi opposto al necessario.

Infine, con  contingente è possibile indicare ciò che è contiguo a qualcosa, che tocca, tangente: es. ‘una linea la quale sia c. della ruota’ (Galilei).

Sinonimi di contingente possono quindi essere considerati: ‘parte’, ‘porzione’, ‘quota’, ma anche ‘armata’, ‘battaglione’, ‘reparto’ e ‘accessorio’, ‘accidentale’, ‘casuale’, ‘del momento’, ‘temporaneo’, ‘transitorio’.